Golfo Paradiso Portofino Vetta

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Abbazia di San fruttuoso

Via San Fruttuoso 13 - Camogli
0185 772703

Monastero benedettino, covo dei pirati, umile abitazione di pescatori e poi per secoli proprietà dei principi Doria, l'Abbazia di S. Fruttuoso è oggi un luogo assolutamente unico, dove l'opera dell'uomo si è felicemente integrata con quella della natura.

Foto: "Sanfruttuoso01" di aloa - Flickr. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons
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Chiesa di San Michele

Via Romana, 105 16032 Camogli
0185 770434

Presso il cimitero di Ruta si trova la chiesa di San Michele risalente al XIII secolo e parrocchiale del paese sino al 1627. Incendiata dalle truppe napoleoniche, è stata restaurata agli inizi del Novecento La primitiva parrocchiale di Ruta era in posizione leggermente defilata rispetto alle case, accanto al cimitero. La chiesa è databile al XIII secolo e pertanto d'impianto napoleonico. È stata l'unica chiesa del paese sino al 1627, quando si stabilì la costruzione di una chiesa più ampia e più centrale rispetto alla Ruta. Incendiata dalle truppe napoleoniche del generale Massena, è stata adibita a stalla e lasciata decadere per lungo tempo. L'aspetto attuale, a navata centrale absidata con interno in pietre a vista e soffitto a capriate lignee, è dovuto al radicale intervento di restauro effettuato nel 1906.

Chiesa di Santa Maria Assunta

Via Isola, 19 Camogli
0185 770130

Della primitiva struttura romanica non restano tracce e la facciata neoclassica oggi visibile è il risultato di numerosi interventi. Al suo interno si trovano numerose opere di pittura e scultura e un interessante reliquiario cinquecentesco. La chiesa di Santa Maria Assunta è posta su uno sperone roccioso a levante del porto e isolato rispetto al borgo. L'attuale struttura è il risultato di numerosi rifacimenti e ampliamenti occorsi nel tempo che hanno stravolto l'originale impianto romanico del XII secolo. L'interno, a tre navate e privo di transetto, presenta una ricca decorazione in marmi e stucchi e conserva numerose opere di pittura e scultura ligure e lombarda. Tra queste si ricordano: Il Battesimo di Gesù (1795), la Fede, la Speranza e la Carita, opere marmoree dello scultore Francesco Ravaschio; il reliquiario di San Prospero (1514), opera dell'albenganese Domenico de Ferrari; la Madonna del Rosario e la statua lignea di Santa Maria Assunta dello scultore genovese Francesco Schiaffino (1688-1763).

Chiesa di Sant'Apollinare

16031 Sori

La chiesa di Sant'Apollinare è un luogo di culto cattolico di Sori, situato nella frazione di Sant'Apollinare. La chiesa è sede della parrocchia omonima del vicariato di Bogliasco-Pieve Ligure-Sori dell'arcidiocesi di Genova.

Si tratta dell’ unica chiesa nella diocesi di Genova ad essere dedicata a tale Santo: nominata in un rogito del 1195, conserva esternamente l’atmosfera semplice ed austera delle pievi romaniche nonostante i corpi aggiunti posteriormente. Questo grazie al suo apparato murario in pietra a vista con conci ben sbozzati e all’ornamento esterno dell’abside con cornice ad archetti pensili a sesto acuto. A mantenere tale suggestiva sembianza contribuisce il semplice sagrato in prato verde che digrada dolcemente formando una radura.

Complesso monastico di San Fruttuoso di Capodimonte

Via S. Fruttuoso, 18 16032 Camogli
0185 772703

Alcuni monaci al seguito di San Prospero hanno edificato il primo cenobio nell'VIII secolo, ma la maggior parte di quanto è visibile ora risale alla ricostruzione operata tra la fine del X secolo e gli inizi dell'XI dai Benedettini su interessamento di Adelaide, vedova di Ottone I. Restaurato nel 1933 dopo i gravi danni subiti nel corso di una alluvione, tutto il complesso è stato donato nel 1983 dalla famiglia Doria al Fondo per l'Ambiente Italiano. L'attuale complesso abbaziale sorge in un'insenatura della baia di Capodimonte protetta dalle scogliere del monte di Portofino. Il primo insediamento religioso risalirebbe all'VIII secolo quando Prospero, vescovo di Tarragona, vi ha trasferito le ceneri di San Fruttuoso (711). Gravemente danneggiato dalle incursioni saracene, il nucleo monastico viene ricostruito alla fine del X secolo per opera dei Benedettini. Nel XIII secolo i Doria hanno fatto costruire la nuova ala del convento nel quale sono sepolti diversi membri della nobile famiglia. L'abbazia ha subito numerosi rimaneggiamenti successivi, l'ultimo dei quali causato da una frana avvenuta nel 1915 in seguito ad un violento nubifragio che ha mutilato la facciata e la prima campata, ricostruita più all'interno in corrispondenza dei primi due pilastri. L'interno è caratterizzato da una pianta a tre navate suddivise da pilastri raccordati da archi a tutto sesto, mentre la copertura è a volte a botte che si trasformano a crociera nella zona presbiteriale. La cupola circolare che si apre nell'ultima campata, esternamente è rivestita dalla forma ottagonale della torre con cella campanaria. Il chiostro che si trova a un livello inferiore a quello dell'abbazia, è composto da due piani sovrapposti di logge: quella inferiore è la più antica e poggia su colonne in marmo incise con decorazioni a spirale e capitelli scolpiti a motivi zoomorfi e fitomorfi. Dal 1983 è proprietà del Fondo per l'Ambiente Italiano (F.A.I.).

Oratorio di San Prospero e Santa Caterina

Via della Reppublica, Camogli

Attraversando la parte più antica del borgo si incontra il quattrocentesco oratorio, ora caratterizzato da forme barocche, dedicato a San Prospero e Santa Caterina.

Oratorio di Sant'Erasmo

Via S.Erasmo,23 - 16031 Sori

Per l’oratorio di S.Erasmo di Sori, la notizia più antica, fino ad oggi conosciuta, è quella della sua fondazione. La fonte successiva risale al primo luglio 1504 in cui un legato testamentario del sorese Battino Bozzo destinò un importante beneficio per l’oratorio.

L’oratorio di S.Erasmo di Sori fu oggetto di un saccheggio indiscriminato e furono disperse la quasi totalità delle suppellettili. Dopo l’occupazione francese, agli inizi del secolo XIX le attività della confraternita ripresero in tono minore, il numero degli iscritti si ridusse, così come si ridussero le messe di suffragio. Gli ultimi anni del secolo videro la confraternita segnata da una grave crisi, il numero dei confratelli diminuì e scarsa fu la partecipazione alle assemblee, alle funzioni e ai funerali. Il periodo più florido e vivo dalla Confraternita è stato quello vissuto nel XVIII secolo, a testimonianza di ciò restano le opere più belle ed interessanti che si possono ammirare ancor oggi : il Coro ligneo della metà del 1700 e il crocifisso processionale commissionato nel 1712 ad Anton Maria Maragliano che si trova oggi nella chiesa parrocchiale.

Nel 1872 l’oratorio si arricchì di un organo originario del XVIII secolo collocato nell’attuale sede sopra l’altar maggiore, dall’organaro Lorenzo Paoli che, in tale occasione, aggiunse il Principale di otto piedi all’antico organo positivo di soli quattro piedi rimasto per altro integro nella sua fattura.

Attualmente presso l’oratorio vengono celebrate due Messe all’anno: la prima domenica di giugno in occasione della festa del Patrono, e l’altra il giorno dei Morti. Da alcuni decenni, dopo importanti lavori di restauro effettuati all’edificio, l’oratorio è diventato sede di una intensa attività concertistica e di incontri su temi religiosi e culturali.

Pieve di Sant'Ambrogio

La pieve romanica di Sant'Ambrogio dell'XI-XII secolo si ricollega alla presenza dei Vescovi della Chiesa milanese costretti a riparare in Liguria nel periodo longobardo. Faceva parte, insieme con le pievi di Recco, Camogli e Rapallo, di un'antica arimannia della Diocesi milanese. L'edificio ha mantenuto le sue caratteristiche originarie, della tradizione costruttiva lombarda, come testimoniano la facciata, la planimetria a tre navate, le basse colonne in ardesia, e i motivi decorativi a denti di sega del timpano, di cui rimangono tracce dopo la trasformazione strutturale avvenuta agli inizi del XVIII secolo. Nel Settecento, dopo lo sfondamento dell'antica abside è stato creato un nuovo presbiterio con coro semicircolare mentre l'originaria copertura in legno viene coperta da una falsa volta lunettata in caniccio. Sulle pareti laterali 16 monofore lasciano penetrare la luce. Il campanile in facciata occupa la prima campata ed è di matrice lombarda. Nella pieve è conservata una statua di Sant'Ambrogio in legno policromo, datata al XV secolo. Nel 1893-1895, su progetto dell'architetto genovese Camillo Galliano, alla sinistra dell'antica pieve e comunicante con essa attraverso la sagrestia, viene eretta la nuova e più vasta parrocchiale di Sant'Ambrogio, ad aula unica, ricca di statue e ornamenti in stucco, nonché impreziosita da undici altari in marmo e da una volta affrescata. Nella nuova parrocchiale viene risistemata parte dell'apparato decorativo barocco della vecchia chiesa, come la Madonna dei Sette Dolori attribuita ad Anton Maria Maragliano.

San Giovanni Battista e San Giovanni Bono

Piazza San Giovanni Bono - Recco

La nuova parrocchiale, eretta in sostituzione dell'antica plebana distrutta nei bombardamenti del 1943-44, conserva numerose opere d'arte di artisti liguri. È dedicata a Giovanni Bono, uno dei vescovi milanesi in esilio, vissuto tra la fine del VI secolo e la metà del VII secolo. La chiesa dedicata ai Santi Giovanni Battista e Giovanni Bono è stata costruita in luogo dell'antica plebana andata distrutta durante la seconda guerra mondiale. Al suo interno ospita importanti opere d'arte tra le quali spiccano: San Giovanni Battista con i Santi Giorgio, Lucia, Caterina e Bernardo di Gioacchino Assereto, La Decollazione del Battista di Andrea Ansaldo, opere di Andrea De Ferrari, Valerio Castello e il gruppo ligneo del Maragliano raffigurante il Crocifisso e le due Marie. La chiesa è stata dedicata nel 1631 a San Giovanni Battista e San Giovanni Bono, il quale era uno dei vescovi milanesi arrivati nella diocesi genovese. I documenti lo menzionano come nato in Vila Camuli, nella valle di Recco, se non addirittura identificabile con Camogli. In un atto del 1288 si cita gia un altare dedicato a lui nell'antica parrocchiale. Foto: "Recco-IMG 0464" di Davide Papalini - Opera propria. Con licenza CC BY 2.5 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Recco-IMG_0464.JPG#/media/File:Recco-IMG_0464.JPG

San Nicolò di Capodimonte

San Niccolo, Camogli

Lungo il sentiero che collega Camogli a San Fruttuoso si incontra la chiesa romanica di San Nicolò di Capodimonte. L'edificio, costruito secondo la tradizione nel XII secolo, è stato restaurato agli inizi del Novecento. La chiesa di San Nicolò di Capodimonte è affiancata dalla struttura originariamente destinata al monastero e ora adibita ad abitazione privata. Secondo la tradizione è stata edificata nel XII secolo dai monaci di San Rufo in sostituzione di una cappella del 345 dedicata a San Romolo, vescovo ausiliare di Genova. Tutto il complesso è stato abbandonato nel XV secolo a causa delle ricorrenti invasioni dei pirati saraceni, e trasformato in abitazioni civili durante il periodo napoleonico. Gli interventi di restauro effettuati tra il 1925 e il 1926 hanno restituito alla chiesa l'originale aspetto romanico con facciata in pietra viva e portale strombato con colonnine marmoree. L'interno è caratterizzato da una pianta a T con tre absidi e unica navata in pietra nera sulla quale sono ancora visibili tracce di affreschi. Tra questi si nota la Madonna che protegge una barca durante una tempesta: è il tema della Stella Maris ripreso sulla stele a mosaico di Punta Chiappa. Foto: "San Nicolo-Camogli" di Francescogb - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:San_Nicolo-Camogli.JPG#/media/File:San_Nicolo-Camogli.JPG

Santuario di Nostra Signora del Boschetto

Piazza Nostra Signora Del Boschetto, Camogli
0185 770126

Il Santuario è sorto nel 1631 in seguito all'apparizione della Madonna a una giovane del posto, Angela Schiaffino. Presso il Santuario si conservano numerosi ex voto marinari. Nel luogo dell'apparizione della Vergine, nel 1518, a una giovane del posto, Angela Schiaffino, veniva eretta una piccola cappella. Con il passare del tempo e il consolidato e sempre maggiore afflusso di fedeli si è decisa la edificazione di una struttura più ampia che potesse accogliere i pellegrini e coloro che vi si recavano per rendere grazie alla Madonna e sciogliere i propri voti: nasce così il Santuario di Nostra Signora del Boschetto (1631). L'interno è a tre navate con decorazioni barocche e ha la volta affrescata con l'episodio che ricorda l'apparizione della Vergine. Il vicino oratorio conserva, oltre a un Crocifisso di Anton Maria Maragliano, numerosi ex voto marinari. Foto: "Camogli-santuario del Boschetto1" di Davide Papalini - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Camogli-santuario_del_Boschetto1.jpg#/media/File:Camogli-santuario_del_Boschetto1.jpg

Santuario di Nostra Signora del Suffragio Perpetuo

Piazzetta Nostra Signora del Suffragio, 4 - Recco
0185 76846

La chiesa di Nostra Signora del Suffragio è stata riconosciuta come Santuario da Papa Pio VII nel 1823. La festa di Nostra Signora del Suffragio, detta anche Madonna del Fuoco, ricorre l'8 settembre in concomitanza con un grandioso spettacolo pirotecnico. Il riconoscimento come Santuario risale al 1823 ma le sue origini sono tuttavia ben più antiche e riguardano la venerazione di una scultura lignea raffigurante la Madonna, di fattura medievale e produzione bizantina, ma più volte ridipinta e rivestita con stoffe preziose. La statua, a cui i recchesi attribuiscono poteri taumaturgici, era collocata nel Cinquecento all'interno dell'oratorio di San Martino, dedicato alla Vergine e a San Michele. La statua ha in una mano una rosa e nell'altra il Bimbo celeste che a sua volta regge il globo terrestre, simbolo di dominio e protezione. L'attuale chiesa, in stile neoclassico e a navata unica, risale al XVIII secolo. L'interno è ornato di pregevoli stucchi e decorazioni del Settecento: di particolare interesse i bassorilievi in stucco (1771), e i quindici quadri in bassorilievo policromo che rappresentano i Misteri della vita della Vergine. Il Santuario è tuttora sede di una confraternita che ha conservato un ricco apparato processionale costituito da antiche cappe, fanali lignei e imponenti Cristi da processione. È infatti fin dal 1399 che Recco diventa sede di arciconfraternita e anche qui, come nelle altre sedi, si era diffusa l'abitudine di celebrare a date fisse processioni penitenziali, nelle quali intervenivano confratelli incappucciati che si fustigavano l'un l'altro, portando pesanti crocifissi e ceri. La festa di Nostra Signora del Suffragio ricorre l'8 settembre quando, oltre alla processione, i festeggiamenti durano un'intera settimana con stand gastronomici e celebrazioni varie, e soprattutto con un grandioso spettacolo pirotecnico, una vera e propria sfida tra i sette quartieri (Bastia, Collodari, Liceto, Ponte, San Martino, Spiaggia e Verzemma).

Santuario di Santa Maria della Grazie a Megli

Salita Santa Spina,12. Angolo Belvedere - Megli
0185 74248

Il Santuario conserva due preziose reliquie: una Santa Spina della Corona di Cristo e una statua lignea, ritenuta miracolosa, raffigurante la Vergine, che ha dato origine al culto. All'interno vi è inoltre una interessante raccolta di ex voto settecenteschi offerti da marinai e naviganti. L'origine della devozione alla Madonna risale al 1216 quando Fabiano e Giulio Ageno, recchesi e Capitani di galea di ritorno dalle Crociate, avrebbero portato una Santa Spina della Corona di Cristo. Il terzo altare di destra è infatti dedicato alla Santa Spina, che la tradizione vuole appunto essere una spina, alta circa 45 millimetri e molto sottile, facente parte della corona di Gesù, l'incoronazione del quale è raffigurata un quadro nell'ancona. La festa della Santa Spina si celebra il lunedì di Pasqua. A confermare le antiche origini della primitiva cappella resta un documento del 1311 che cita la chiesa di Santa Maria del Muegio. Il Santuario conserva un quadretto, in legno dipinto e dorato, che raffigura la Madonna con il Bambino in braccio e un melograno, simbolo cristiano della Passione di Cristo. Vuole la leggenda che un armatore trovandosi in una citta delle Fiandre abbia acquistato la statua spinto da un misterioso presentimento. Durante il viaggio di ritorno la sua imbarcazione si era bloccata senza motivo proprio dinanzi alla scogliera su cui si trovava la cappella della Misericordia. II prodigio avrebbe indotto il navigante a lasciarvi in dono la statua e, così fatto, egli potè proseguire senza inconvenienti. La chiesa ospita una collezione di circa venti ex voto, perlopiù settecenteschi offerti da marinai e naviganti.