Golfo Paradiso Portofino Vetta

Ospitalità del Golfo Paradiso

Nel XVII secolo nei ricchi giovani della aristocrazia europea si diffuse più la moda del Grand Tour, un lungo viaggio nell'Europa continentale, in particolare in Italia, destinato a perfezionare il loro sapere attraverso la vista delle città storiche. Alphonse Karr, Jules Michelet, Stendahl, hanno scritto pagine incantate sui nostri Paesi aprendo la strada a quel fenomeno, chiamato turismo, un turismo, ammettiamolo, un tantino più povero di quello che avrebbe caratterizzato il vicino Tigullio, ma che forse ha preservato il nostro territorio da eccessivi fenomeni di urbanizzazioni, ben noti invece al di là del Monte di Portofino. Ma da quando il Golfo Paradiso si chiama così? Fu l'avvocato Filippo De Gregori, di Camogli, che raccontò di essersi trovato nel 1946 sul crinale del Monte di Portofino, nei pressi di una casupola indicata sulle carte geografiche come “Casa Paradiso”. De Gregori pensò che quello dovesse essere anche il nome di quel Golfo, un vero angolo di paradiso e, negli anni successivi, si adoperò affinché il nome fosse divulgato, a cominciare dalle cartoline per arrivare nel 1953 alla sua ufficializzazione sulla guida rossa del Touring Club. Fonte: Erbe e tradizioni del Golfo Paradiso – Cornara, Girani, La Roca, Gardella. 2013